STAR APARTMENTS – Los Angeles


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promotore privato

temporaneità ciclica

utenza selezionata

Descrizione

Star Apartment è un complesso di residenze e di servizi rivolto a una specifica categoria di utenti: l’operazione ha infatti lo scopo specifico di fornire supporto abitativo temporaneo a persone in grave stato di difficoltà abitativa. La scelta di sperimentare la sovrapposizione del nuovo edificio su una preesistenza che funge da basamento ha permesso di ridurre i costi per l’acquisizione del lotto. Questo ha allo stesso tempo determinato una complessità e specificità di carattere strutturale/costruttivo: l’esclusivo impiego di elementi prefabbricati per la realizzazione dei 102 moduli abitativi ha determinato l’abbattimento dei costi e una notevole velocità di realizzazione.

I residenti del complesso pagano il 30% dello stipendio o del supporto economico governativo di cui sono titolari per la locazione di un appartamento. La permanenza non è vincolata a percorsi sanitari o riabilitativi e non ha limite temporale. La gestione prevede come principio operativo la separazione della funzione residenziale dalle attività di supporto presenti in loco. Gli abitanti possono accedere ai percorsi sanitari e psicologici forniti ma ciò non rappresenta presupposto per la locazione delle residenze. La porzione residenziale si sviluppa dal secondo livello, al piano terra sono presenti le funzioni sanitarie mentre il primo livello è interamente dedicato a spazi condivisi per attività, cucina, sala comune, biblioteca, sala arte. Ai livelli superiori gli abitanti condividono lavanderie, spazi aperti comuni e una piccola sala
multifunzione.


Approfondimenti

https://skidrow.org/buildings/star-apartments

https://www.mmaltzan.com/projects/star-apartments/

Progettisti: Michael Maltazan
Architecture

Luogo: Los Angeles (USA)

Anno: 2014

Budget: $ 20 milioni

HOUSING SEESTADT ASPERN – Vienna


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temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

Una serie di volumi paralleli dallo sviluppo prevalentemente longitudinale occupa un esteso lotto nella zona sud-est dell’area di Seestadt Aspern. Gli slittamenti planimetrici dell’impianto determinano il formarsi di una serie di corti interne, di attraversamenti e visuali variabili. Le varie parti del complesso sono connesse tra loro da un asse di attraversamento nord-sud che attraverso spazi di percorrenza, corridoi interni, terrazze e spazi aperti e accessibili irrora l’intero complesso. La struttura spaziale di base, lineare e semplice, permette una notevole flessibilità interna, con la presenza di una grande varietà tipologica degli appartamenti e un conseguente elevato mix sociale degli abitanti. La corte interna, uno spazio semi pubblico, è il cuore del complesso che lo connette alle aree limitrofe; su di essa si affacciano le aree comuni che occupano i piani terra degli edifici. L’impiego di un sistema di tamponamenti prefabbricati in legno ha assicurato la sostenibilità ecologica ed economica della costruzione nonché tempi di realizzazione brevi. Allo stesso tempo la struttura puntiforme in cemento ha assicurato la necessaria flessibilità delle piante.  


Approfondimenti

Progettisti: Querkraft
Architekten zt gmbH
Berger+Parkkinen

Luogo: Vienna

Anno: 2013/2015

MELROSE SHEDS – Pantin


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temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

L’intervento è la riconversione di un magazzino, un tempo destinato allo stoccaggio di merci, in un complesso che ospita 10 alloggi e uno studio professionale. Situato vicino al canale Ourcq e ai Grands Moulins de Pantin, in un quartiere ex-industriale attualmente in trasformazione, l’edificio preesistente, già negli anni 50 si trovava in posizione interclusa tra altri fabbricati e occupava l’intera superficie del lotto (1000 m2). L’illuminazione degli interni era assicurata dalle aperture zenitali a shed, tipiche delle tipologie industriali. Nella prima parte del lotto un capannone di scarsa qualità architettonica, con un tetto in lamiera a doppia falda, è stato completamente demolito per fare spazio a un parcheggio a cielo aperto e a un’area di ingresso e distribuzione. Il secondo edificio, di maggiore pregio, è stato invece rimaneggiato e trasformato per ospitare la nuova funzione residenziale. La tipologia architettonica ha suscitato l’interesse dei progettisti: struttura metallica, illuminazione zenitale, possibilità di alterare lo schema spaziale esistente, per trarre vantaggio dalla sua specificità costruttiva e dai suoi generosi volumi. La soluzione progettuale ha optato per la demolizione della campata centrale della struttura pre-esistente, per permettere l’illuminazione dei due corpi di fabbrica in tal modo venutisi a creare ai due lati del vuoto. La corte interna allo stesso tempo si configura come distribuzione e accesso alle singole unità ma anche come spazio comune e condiviso tra abitanti. Dal punto di vista del processo, Melrose Sheds è un progetto di auto-promozione abitativa, nato dall’iniziativa degli stessi giovani progettisti.


Approfondimenti

http://www.desclicsetdescalques.fr

Progettisti: Des Clics et des Calques

Luogo: Pantin (Francia)

Anno: 2013

Budget: 1.180.000 €

DEUX MAINS PLUS HUMAIN – Parigi


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temporaneità ciclica

utenza selezionata

Descrizione

L’Intergenerationnel di rue de Chabrol a Parigi è un progetto di stampo mecenatistico intrapreso da Françoise Lorenzetti. L’associazione Deux Mains Plus Humain, di cui Lorenzetti è fondatrice e presidente, si impegna ad accogliere stabilmente dei soggetti in situazione di precarietà o solitudine. Nel progetto è dichiarata la volontà di preservare la privacy dell’individuo conciliandola con l’appartenenza ad una comunità. Le persone sono accolte senza tener conto dei criteri di età, determinando all’interno del complesso una mixité generazionale; la natura dell’abitare condiviso mira a permettere agli abitanti di sentirsi spalleggiati e rassicurati, sempre mantenendo la propria autonomia e intimità, arricchendo il proprio bagaglio personale attraverso lo scambio di competenze con gli altri. Per abitare nell’Intergenerationnel de Rue de Chabrol è necessario corrispondere un affitto di molto inferiore ai prezzi di mercato. Il taglio degli alloggi è vario: un soggiorno condiviso al piano terra è il punto di incontro tra stanze singole e appartamenti forniti di servizi e spazi accessori.


Approfondimenti

http://www.deuxmainsplushumain.fr/index.php

Progettisti: Architectes Appere

Luogo: Parigi, Francia

Anno: 2011

LILAC – Leeds

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temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

LILAC (Low Impact Living Affordable Community) è il primo cohousing ecologico ed economico nel Regno Unito. Sorto al posto di una vecchia scuola elementare. Il progetto si articola di 20 residenze e una grande casa comune che emergono intorno ad uno spazio verde coltivato e goduto dalla collettività. Il vivere comunitario ha in questo caso una forte impronta ecologica: i posti auto ridotti per scoraggiare l’uso dell’automobile, alcune tecniche agricole avanzate legate allo smaltimento dei rifiuti, l’uso della tecnologia costruttiva “ModCell” e l’uso del legno testimoniano infatti l’accento che la collettività ha posto sulla questione ambientale.


Approfondimenti

https://www.white-design.com/architecture/all-projects/lilac/

Progettista: White Design

Luogo: Leeds, Regno Unito

Anno: 2013

ECOLOGIS – Strasburgo


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temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

Il progetto, che sorge non lontano dal centro di Strasburgo, intende riunire i tre punti cardine dello sviluppo durevole: il sociale, l’economico e l’ambientale. Realizzato in legno, integrando le innovazioni tecniche in materia di edifici classificati BBC (batiment basse consommation), l’edificio ospita 11 appartamenti di grande qualità ma accessibili a prezzi ragionevoli per via del carattere comunitario del processo di costruzione. I residenti hanno riconosciuto nello stile di vita energeticamente ed ambientalmente responsabile un minimo comune denominatore. Il progetto prevede delle sale condivise per usi variegati al piano terra, che permettono la mutualizzazione di spazi e di tempo per le quali il gruppo ha redatto collettivamente una carta di funzionamento. Ultimato nel 2007, l’edificio portatore di questo nuovo modello di abitare ha convinto ben presto l’amministrazione della città, che ha inaugurato una stagione di bandi su terreni pubblici per riprodurre e veicolare il progetto pioniere di Ecologis sul territorio di Strasburgo.


Approfondimenti

https://www.giesarchitekten.de/de/projekte/eco-logis

Progettista: Gies Architekten BDA, Tekton Architectes

Luogo: Strasburgo, Francia

Anno: 2007

COPPER LANE – Londra

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temporaneità permanente

utenza generica


Descrizione

Copper Lane rappresenta la prima esperienza moderna di cohousing londinese. Costituito da 6 unità abitative disposte secondo la formula del cluster, ossia gravitanti intorno ad uno spazio centrale condiviso, il progetto ricerca l’equilibrio tra la sfera privata e l’universo collettivo, tra la qualità e l’economicità. L’architettura è, così, concepita con dispositivi che inducono alla vita comunitaria, ma che allo stesso tempo permettono di schermarsene. Ogni alloggio dispone quindi di due ingressi, uno, il principale, che affaccia sul chiostro centrale, mentre il secondario è accessibile dal retro del lotto. Lo studio Henley Halebrown Rorrison è stato selezionato soprattutto per la propria visione sociologica. Giudicando insufficienti quegli schemi di cohousing che prevedono la semplice aggiunta di spazi collettivi come fossero appendici dell’organismo edilizio, gli architetti hanno insistito sul carattere centripeto dello spazio condiviso, inteso come nucleo primordiale dello spazio. La praticità, più che la funzionalità, ha guidato il disegno degli spazi condivisi, mentre la forma ed i materiali si hanno dialogato con i concetti dell’efficienza energetica.


Approfondimenti

http://henleyhalebrown.com/works/copper-lane/

http://www.lindustriadellecostruzioni.it/2017/09/456-temi-e-forme-dellabitare/

Progettista: Henley Halebrown Rorrison Architects

Luogo: Stoke Newington, Londra, Regno Unito

Anno: 2014

CUB COMME UN BAOBAB – Montreuil


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temporaneità permanente

utenza generica

Descizione

Il progetto dimostra la capacità dell’abitare condiviso di rispondere a sfide immobiliari complesse. Il CUB (comme un baobab) sorge all’angolo tra la rue Hoche e l’avenue de la Resistance a Montreuil, cittadina di poco esterna all’anello metropolitano di Parigi e rappresenta un segnale urbano, la cui presenza si afferma in maniera gioiosa, colorata e accogliente. Nonostante la scala modesta, il CUB incarna una nuova dimensione del vivere e fabbricare la città e sintetizza dei concetti essenziali: la partecipazione dei futuri abitanti nel processo di costruzione, la necessità di performance energetiche adeguate, la volontà di contribuire alla mixité sociale sia attraverso la facilitazione dell’accesso all’abitazione per i meno abbienti che attraverso un processo di apertura alla vita del quartiere.

Architetto: M’CUB architectes

Luogo: Montreuil, Francia

Anno: 2015

Budget: 1.900.000 €

COSMOPOLIS – Augusta


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temporaneità precaria

utenza selezionata

Descrizione

Nato dal recupero di un centro anziani situato nel cuore del centro di Augusta, a pochi passi dalla cattedrale medievale, il Grand Hotel Cosmopolis è oggi un organismo multifunzionale che lega al reddito generato dal turismo l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati politici. L’edificio, ceduto in gestione gratuitamente dalla Diaconia della città dopo anni di non utilizzo, consiste infatti in una soluzione ad interim per gestire l’emergenza causata dall’incremento dei flussi migratori. Sensibili al tema del recupero urbano e spronati dalla necessità di risolvere il problema della mancanza di strutture per l’accoglienza, gli artisti della città si sono adoperati nella ristrutturazione e decorazione del Grand Hotel, con la prospettiva di poter utilizzarne degli spazi come ateliers. L’edificio si compone quindi di più ambiti: le stanze, ognuna opera di un artista differente, sono adibite alla funzione alberghiera tradizionalmente intesa; un’ala è interamente destinata ad accogliere i migranti, che condividono gli spazi di vita diurna, mentre il piano terra ospita il ristorante, nel quale sono impiegati i migranti, che così autofinanziano la propria permanenza, e gli ateliers degli artisti, oltre ad alcune sale per eventi aperte alla città ed alla cittadinanza. La scelta del nome Grand Hotel evidenzia la qualità dell’intervento ricalcando i fasti della tradizione del grand hotel, comunemente intesi sia come alberghi sfarzosi per il lusso dei turisti, ma anche come luoghi che offrivano alla città sale per danzare, per feste, per il dopo lavoro e che sapevano mettere in contatto gli utenti internazionali ed i cittadini locali.

Progettista: ARCHITEKT + STADTPLANER

Luogo: Augusta, Germania

Anno: 2013

Budget: 340.000 €