CONCORSO DI IDEE COOPERATIVA TERMINI – VILLINI QUARTIERE PIGNETO ROMA
Gruppo di progettazione
Leila Bochicchio
Alessandro DiEgidio
Pina Colamarino
CONCORSO DI IDEE RIQUALIFICAR FACENDO – COOPERATIVA TERMINI
La Società Cooperativa Termini ha bandito nel dicembre 2018 un concorso di idee relativo a tre aree nel quartiere Pigneto, ad oggi in stato di degrado e in disuso, inserite nel complesso residenziale realizzato negli anni ’20 sul modello della città giardino. Il complesso, denominato “Villini”, è dotato di un insieme di caratteri specifici, essendo stato realizzato in base a un unico progetto urbanistico ed essendo composto, salvo marginali eccezioni, da abitazioni isolate bifamiliari, conformi ai tre tipi previsti dall’originario progetto architettonico. La Società Cooperativa Termini, costituita il 31 maggio 1919, ha come scopo l’amministrazione dei beni di proprietà comune dei soci, la cura e la conservazione del complesso residenziale, la tutela dell’unitarietà e della qualità urbana e ambientale. In particolare l’amministrazione dei beni comuni deve: salvaguardare la qualità urbanistica e architettonica del complesso, con particolare riguardo per l’omogeneità estetica e per la conformità al progetto originario; valorizzare la qualità abitativa intesa come insieme di requisiti di salubrità, quiete, contenimento del carico urbanistico; conservare e migliorare il patrimonio verde dell’area, creando spazi di aggregazione a disposizione degli abitanti per favorire iniziative di socializzazione.
Sulla base di questi valori è nata l’idea di promuovere un concorso di idee con oggetto il recupero delle aree oggi in disuso. I concorrenti sono stati invitati a presentare un progetto relativo a tre aree in regime di comunione di beni oggi abbandonate. I beni in oggetto sono inseriti nel complesso residenziale, qualificato “città storica” nel PRG del Comune di Roma. Il valore storico è accresciuto dalla presenza dell’edificio denominato “Torretta”, preesistente alla costruzione dei villini.
La caratterizzazione del complesso deriva da un insieme di elementi: la disposizione degli edifici con i rispettivi giardini, l’uniformità della rete delle strade interne, l’omogeneità dei singoli fabbricati, che nella stragrande maggioranza conservano le caratteristiche originarie. Tutto ciò premesso è stato richiesto ai partecipanti di redigere progetti in grado di limitare l’impatto ambientale, finalizzati all’efficienza energetica, al miglioramento della salute, del comfort e della qualità di vita degli abitanti.
La destinazione d’uso era un carattere discrezionale nel bando, i progettisti pertanto avevano la possibilità di concepire e indirizzare il progetto in maniera autonoma, fatte salve le prescrizioni urbanistiche e le normative vigenti. Un sondaggio tra i soci della cooperativa suggeriva comunque alcune indicazioni di gradimento circa le destinazioni d’uso da adottare. Le preferenze erano espresse come segue:
ABITATIVO 46,67 % – ( di cui Villini 61,54% / Appartamenti 38,46%)
SERVIZI 42,22 % – (di cui Sportivi 31,43% / Sanitari 25,71% / Istruzione 22,86% / Direzionale 20,00%)
ARTIGIANATO ……………………………. 11,11%
LA PROPOSTA PROGETTUALE – VILLINI 2.0
Rapporto con il tessuto edilizio circostante e definizione spaziale dell’area
In linea con il tessuto edilizio limitrofo, la soluzione proposta adotta un impianto a carattere puntiforme. Per la riqualificazione e lo sviluppo futuro dei lotti vacanti è stato infatti immaginato un sistema misto di residenze e attività artigianali o commerciali di vicinato, reinterpretazione, in chiave contemporanea, della “città giardino” e dell’unità tipologica del villino.
Il progetto prevede pertanto di insediare tre unità edilizie in continuità con lo spazio pubblico di Piazza Copernico: i tre villini di nuova concezione sono collocati sul lotto seguendo le regole della lottizzazione novecentesca.
Come le tipologie storiche, i tre elementi derivano tutti da un unico modello di base: sono identici per dimensione e si differenziano tra loro solo per la diversa giacitura e per alcuni dettagli di facciata, arretramenti volumetrici, bucature.
Il dislivello presente nell’area è trasformato dal progetto in espediente per guadagnare una spazialità urbana complessa e multiforme. Arrivando al sito da Via Pomponio Mela si accede, infatti, alla piazza pedonale, vivacizzata dalle attività che occupano i piani terra dei “nuovi villini”, caratterizzata da nuove piantumazioni, elementi di arredo urbano e una pavimentazione uniforme che ingloba la torretta preesistente nel sistema generale. Da Via Pasanisi, invece, attraverso un ingresso carrabile, si accede alla porzione del lotto situata ad una quota inferiore rispetto a Piazza Copernico; questa è reinterpretata come spazio vuoto e di respiro urbano a servizio del quartiere, con parcheggi, verde pubblico e playground, utilizzabile e allestibile per piccoli eventi e manifestazioni.



