RIGENERARE ROMA. Studi, sperimentazioni e progetti

Berretta T., Desideri F. (a cura di), RIGENERARE ROMA. Studi, sperimentazioni e progetti, Orienta Edizioni, Roma 2025

In una stagione di profondi cambiamenti per la città di Roma, questo volume si propone come strumento di lettura critica e operativa dei processi di rigenerazione urbana. Partendo dalle trasformazioni attivate a partire dall’emergenza pandemica e sostenute da significativi programmi di finanziamento nazionali ed europei — PNRR, Giubileo 2025, PINQUA, fondi regionali — il testo riflette sule opportunità e le criticità che accompagnano la ridefinizione dello spazio pubblico e l’aggiornamento delle infrastrutture urbane. La prospettiva adottata è multidisciplinare e inter-scalare, capace di attraversare le diverse dimensioni del progetto urbano, dalla pianificazione strategica alla definizione di soluzioni di dettaglio. Il volume si fonda sulla convinzione che la rigenerazione urbana non possa limitarsi a interventi episodici o a risposte frammentarie, ma debba proporsi come processo integrato, in grado di coinvolgere istituzioni, comunità e operatori privati. Attraverso il dialogo tra specialismi e il coordinamento delle competenze, la ricerca si concentra sul caso romano per trarre insegnamenti utili anche per contesti più ampi. Si delineano quattro sezioni tematiche — riscrivere lo spazio pubblico, sistemi per la mobilità, verso una città sostenibile, valorizzare il patrimonio — che raccolgono contributi teorici e progettuali, con l’obiettivo di individuare azioni innovative e coerenti con la complessità storica e morfologica della città. La ricerca intende offrire chiavi di lettura e di intervento capaci di restituire centralità allo spazio urbano come luogo di identità, di relazioni e di qualità della vita. L’approccio metodologico mira a integrare la dimensione strategica dei piani di investimento con la lettura critica dei processi di trasformazione, ricomponendo le visioni teoriche con le esperienze progettuali già in corso o in via di attivazione. Il risultato è un quadro articolato e plurale, in grado di orientare la riflessione accademica e la pratica progettuale verso una rigenerazione urbana consapevole e sostenibile.

Case iraniane. Il valore del vuoto

De Cesaris A., Case iraniane. Il valore del vuoto, FrancoAngeli, Roma 2020

Nelle città storiche dell’altopiano iranico il tessuto urbano si è costruito attorno al vuoto; quello delle moschee, dei caravanserragli, delle madrase, e quello – più minuto – dei patii delle case. Vuoti che danno la misura del pieno. Vuoti densi di significati sia alla scala urbana che a quella della vita domestica. Oggi, come del resto in molte altre realtà del mondo, nella costruzione delle città il riferimento a elementi della tradizione è stato abbandonato. Alcuni sostengono a causa di una troppo rapida modernizzazione dei luoghi dell’abitare.
Obiettivo del volume è quello di “incrociare gli sguardi” e mettere a confronto le idee, i punti di vista, le soluzioni progettuali di studiosi italiani e iraniani, di differente età e formazione, sulle possibilità di reintegrare nella forma della città contemporanea quei vuoti porosi che da un lato lasciavano respirare il tessuto urbano, dall’altro rappresentavano spazi di aggregazione sociale all’interno sia della casa che del tessuto edilizio. È possibile oggi reinterpretare quegli spazi vuoti, figure fondative dell’abitare, in chiave contemporanea senza sguardi retrò, facendo i conti con la questione della densità edilizia? È possibile oggi introdurre un certo grado di “porosità” – memore di quei vuoti – all’interno dei nuovi complessi edilizi?
Spazi aperti, spazi aperti-coperti, loggiati, giardini sospesi capaci di rompere la monotonia delle cellule abitative e in grado di favorire la circolazione dell’aria e la ventilazione. Quali possibili figurazioni di spazi vuoti possono ospitare la condizione contemporanea e favorire le interazioni sociali in una città in cui lo spazio pubblico dopo la Rivoluzione è percepito come ostile?

Rigenerare le periferie urbane: Ricerche, strategie, progetti

De Cesaris, A., Mandolesi, D. (a cura di), Rigenerare le periferie urbane: Ricerche, strategie, progetti, Edilstampa, Roma 2016

Il volume raccoglie gli esiti di una giornata di studi organizzata presso la facoltà di Architettura dell’Università Sapienza di Roma, nella quale sono state poste a confronto le ricerche condotte in questi anni all’interno di HousingLab e del Dipartimento di Architettura e Progetto della Facoltà di Architettura sul tema della rigenerazione delle periferie con le strategie adottate e i progetti realizzati in altri contesti nazionali e internazionali. Aperta alla partecipazione dei diversi attori – dal ricercatore, al progettista, all’imprenditore, al politico –, il volume, rivolto in particolare agli amministratori pubblici, fornisce una raccolta in forma sintetica di casi e proposte concrete, in Italia e all’estero, da cui trarre preziosi spunti e indicazioni per intervenire nelle periferie delle nostre città e in particolare a Roma. La casistica delle proposte, dei temi e degli ambiti di intervento, ampia e articolata, fornisce infatti un interessante panorama dei diversi modi di trasformare i luoghi meno risolti della città. A fattor comune la riduzione degli sprechi a partire dalla valorizzazione, integrazione, riattivazione dell’esistente anche con azioni minimali con cui è possibile creare nuovi assetti e scenari urbani.

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“Residenze Collettive” Manuale di progettazione

Dall’Olio L., Mandolesi D., “Residenze Collettive” Manuale di progettazione, Tecno Tipo, Mancosu Editore, Roma 2014

Dopo un’introduzione, a firma di entrambi gli autori, la trattazione affronta nello specifico e separatamente le residenze universitarie (Dall’Olio) e le residenze per anziani (Mandolesi), le più diffuse e rappresentative per dimensioni e articolazione funzionale e, pertanto, salvo eventuale adeguamento normativo, validi riferimenti anche per la progettazione di altri tipi di organismi residenziali a carattere comunitario. Entrambe queste categorie muovono, infatti, dalla complessità tipologica e spaziale dovuta alla compresenza di una funzione strettamente residenziale e privata e di una collettiva per attività di vario tipo e con diversi gradi di condivisione. Ciò si esprime in una dialettica tra individuale e collettivo, tra privato e pubblico, tra riconoscibilità e differenziazione del proprio spazio di vita e necessaria omogeneità complessiva dell’organismo. Aspetti comuni anche alla ricerca sulle nuove forme della casa contemporanea, orientata alla definizione di modelli in grado di salvaguardare l’identità personale e favorire, al tempo stesso, integrazione e senso di partecipazione sociale. L’ obiettivo è offrire un utile supporto al progettista per quanto attiene alle problematiche di carattere organizzativo e agli aspetti di natura funzionale, uscendo dalla trattatistica classica per privilegiare la ricerca e la sperimentazione architettonica nel campo della residenza collettiva.

“Residenze collettive” è pubblicato nella Collana TecnoTipo – Sezione Tipologie, diretta da Francesco Cellini e Mario Panizza. Fine principale della collana è lasciare piena libertà inventiva al progettista orientandone le scelte fin dalla formulazione delle ipotesi iniziali e rifiutare l’abaco delle soluzioni astratte, per sovrapporre su un unico piano la lettura per prestazioni e la descrizione degli esempi. La verifica di ogni ipotesi progettuale passa quindi attraverso le opere realizzate, le uniche che permettono di acquisire conoscenze sull’organizzazione dell’impianto, senza perdere di vista la scelta, compiuta dal progettista, nella definizione reale. Inoltre, prevalendo il modello d’uso, il fattore di studio tipologico viene privilegiato rispetto a quello storico concentrandosi sulle opere moderne e sulla produzione contemporanea degli ultimi trenta anni. Il percorso proposto dal manuale si basa sulla distinzione tra ciò che è normato da standard e ciò che invece attiene alla risoluzione, più o meno innovativa, delle scelte formali, distributive e strutturali del progetto. Il supporto progettuale che questo manuale offre, traccia un preciso itinerario di riferimento: l’elenco delle parti e la loro descrizione dimensionale; la precisazione dei temi distributivi e le loro correlazioni; la sottolineatura delle invenzioni progettuali in rapporto alla qualità complessiva del prodotto architettonico.

Rigenerare le aree periferiche. Ricerche e progetti per la città contemporanea

De Cesaris, A., Mandolesi, D., Rigenerare le aree periferiche. Ricerche e progetti per la città contemporanea, Quodlibet, Roma 2015

La maggior parte dei quartieri della periferia romana sta vivendo una situazione di crescente degrado e disagio che va affrontata con urgenza e senza ulteriori rinvii attraverso interventi di riqualificazione mirati, in grado di garantire a tutti condizioni di vita dignitose a partire dal bene primario della casa e dal potenziamento dei luoghi di aggregazione e degli spazi pubblici. Roma possiede un vastissimo patrimonio di edifici residenziali, di cui una parte consistente è proprietà di enti pubblici, da ristrutturare, da adeguare dal punto di vista energetico e sismico, da integrare con nuovi servizi pubblici, da completare e riconnettere con opportune reti infrastrutturali al più ampio sistema metropolitano. Una grande risorsa immobiliare che si offre come luogo di sperimentazione sull’housing e sulla nuova dimensione metropolitana. Alla possibilità di sperimentazione su campo di buone pratiche di rigenerazione urbana e di confronto con esperienze già attuate con successo in altre città europee, si rivolge questo volume, presentando una selezione dei lavori di ricerca e delle proposte elaborati da HousingLab, DiAP, Sapienza Roma, su una campionatura di aree e quartieri residenziali romani che vanno dalla periferia consolidata alla periferia diffusa. Tra questi: il Pigneto, Tor Bella Monaca, Corviale, Giardinetti.

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Rigenerare Tor Bella Monaca

M. Calzolaretti, D. Mandolesi (a cura di) Rigenerare Tor Bella Monaca, Quodlibet, Roma 2019

Il volume presenta i risultati del seminario “La Rigenerazione dei quartieri di Edilizia Residenziale Pubblica. Il caso di Tor Bella Monaca a Roma” con le proposte elaborate da gruppi di ricerca di sei università italiane. Quartiere costruito nella periferia est di Roma, tra il 1982 e il 1984, Tor Bella Monaca è stato considerato un caso studio di riferimento per individuare linee guida e ipotesi progettuali per il rinnovamento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, realizzato nella città tra il secondo dopoguerra e gli anni Ottanta. Quartieri, per lo più di grandi dimensioni, posti ai margini tra città e territorio agricolo, con caratteri urbani e architettonici chiaramente riconoscibili rispetto ai tessuti urbani circostanti. Lo studio condotto all’interno di un programma di Ricerca PRIN s’inquadra pertanto nell’ambito della ricerca internazionale sulle modalità d’intervento urbano e edilizio all’interno della città costruita. “Costruire sul costruito” è lo slogan che lo caratterizza. La rigenerazione costituisce oggi, senza dubbio a livello europeo uno dei principali strumenti di rinnovo urbano utilizzati non solo per eliminare il degrado, ma anche per non occupare e urbanizzare altro suolo, riusando l’esistente, salvaguardando i valori ambientali ancora presenti, trasformando i quartieri in ambienti urbani sostenibili.

Architettura per l’accoglienza. Il progetto del nuovo CivicoZero nel quartiere San Lorenzo a Roma

Bochicchio L., Mandolesi D., Architettura per l’accoglienza. Il progetto del nuovo CivicoZero nel quartiere San Lorenzo a Roma, Edilstampa 2019

Il volume raccoglie i risultati del contratto di ricerca tra Save the Children Italia Onlus e il Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP) della Sapienza Università di Roma per lo “Studio di adeguamento funzionale e l’assistenza tecnica alla redazione del progetto di ristrutturazione e riqualificazione dei locali situati in via dei Bruzi 16, a Roma”, condotto nel 2018, com l’intento di offrire un contributo al dibattito sui temi dell’accoglienza, ospitalità, inclusione, parole chiave sulla base delle quali è oggi indispensabile ripensare tanto l’architettura quanto il progetto della città. Accanto ad altre esperienze europee, il progetto del CivicoZero, un centro di accoglienza diurna per migranti minori non accompagnati realizzato a Roma nel quartiere San Lorenzo, viene presentato come caso esemplare, perché dimostra che è possibile vincere il degrado di alcune aree urbane unendo spirito di accoglienza, impegno sociale e attenzione alla qualità e bellezza degli spazi. Un esempio di buone pratiche per le sinergie stabilite tra l’organizzazione non governativa Save the Children e la Facoltà di Architettura dell’Università Sapienza di Roma, che hanno creduto nel valore aggiunto conseguente all’interazione tra la ricerca nel campo della progettazione architettonica e gli obiettivi umanitari dell’assistenza e della tutela dei diritti dei minori.

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