LA PROMESSE DE L’AUBE – Parigi


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condivisione alta

promotore pubblico

temporaneità precaria

utenza selezionata

Descrizione

Il CHU insediato nell’autunno 2016 nel 16°arrondissement, lungo l’Allée des Fortifications sul margine urbano del Bois de Boulogne, è un caso emblematico che dimostra come la risposta alla richiesta di alloggi per persone senza fissa dimora o migranti possa rappresentare un’occasione per sperimentare pratiche innovative di gestione dello spazio urbano. Il centro, coordinato dall’associazione Aurore e realizzato su progetto dello studio Moonarchitectures, accoglie 200 persone, metà delle quali famiglie, all’interno di un edificio con previsione di vita triennale. Il progetto declina il tema dell’accoglienza con quello dell’urbanistica temporanea, pratica che prevede l’occupazione provvisoria di edifici o lotti dismessi, per l’arco temporale utile alla determinazione di destinazione d’uso definitiva o alla redazione e cantierizzazione di progetti previsti. La Promesse de l’Aube presenta la singolarità di essere stato realizzato su un terreno classificato come non edificabile dalle norme vigenti (area verde nel PLU-Plan Locale d’Urbanisme di Parigi); questo tramite l’applicazione di un articolo del codice nazionale dell’urbanistica che permette eccezionalmente la realizzazione di edifici “precari”, anche in contrasto alle norme locali che regolamentano il regime dei suoli, nel caso in cui tali opere siano necessarie per motivi di urgenza o per interessi collettivi.

La costruzione si suddivide in cinque blocchi, due destinati ai nuclei familiari, due alle persone sole e uno interamente dedicato alle funzioni di servizio quali portierato, accoglienza e uffici amministrativi. Ciascuno dei blocchi, di altezza variabile da uno a tre livelli, è distribuito da un sistema di connessione verticale aperto che, insieme alla sezione mutevole, assicura numerose visuali libere sul  sistema verde del Bois de Boulogne. L’edificio è interamente realizzato tramite accostamento e giustapposizione di moduli prefabbricati in legno (8×3,3 metri), disposti planimetricamente secondo entrambi gli orientamenti possibili: nei due blocchi per gruppi i moduli sono accostati l’un l’altro lungo il lato minore, dispongono di servizi igienici interni e ospitano ciascuno un nucleo familiare. Nei blocchi dedicati all’accoglienza dei singoli i moduli sono invece accostati lungo lo sviluppo maggiore e si suddividono in due stanze private, separate dal corridoio centrale e con servizi igienici condivisi. In tutti i blocchi e su ciascun livello, sono presenti moduli liberi e spazi all’aperto, destinati all’uso comune e all’appropriazione da parte dei residenti.  La costruzione, smontabile e riutilizzabile in altro sito, completamente prefabbricata e assemblata in breve tempo con un cantiere a secco, pur nel quadro del contenimento dei costi, della composizione elementare e dell’estrema semplicità costruttiva, assicura all’operazione un alto standard qualitativo ed estetico.


Approfondimenti

https://www.moonarchitectures.fr/centre-dhebergement-provisoire-de-200-places

Progettisti: Moonarchitecture

Luogo: Parigi (Francia)

Anno: 2016

LE BASTION DE BERCY – Parigi


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promotore pubblico

temporaneità precaria

utenza selezionata

Descrizione

Il CHU di Bercy, centro per alloggi di emergenza realizzato su iniziativa dell’associazione Aurore con sostegno statale e municipale, fornisce un servizio di accoglienza incondizionata a persone isolate e famiglie in stato di necessità. Il complesso replica il sistema già sperimentato dall’associazione promotrice e dai progettisti al Bois de Boulogne.

Il sito di progetto, situato in prossimità di un nodo infrastrutturale di accesso al centro urbano da sud, lungo la Senna e appena all’interno del perimetro del Boulevard Périférique, è un ambito tutelato e iscritto nella lista del patrimonio storico della citta; il terrapieno e la struttura muraria di contenimento presenti sull’area, sostenevano in origine un bastione militare e sono tra le poche tracce superstiti del sistema di fortificazioni che un tempo cingeva la capitale. L’antica roccaforte è oggi riproposta nella forma di un centro residenziale temporaneo. Lo sviluppo generale dell’area è concepito in maniera da innescare un dialogo con la preesistenza e la memoria storica del luogo: l’edificato, scomposto in due volumi principali, ricalca l’andamento della cinta basamentale del bastione, definendo al di sopra di essa un compatto fronte costruito, che abbraccia e circoscrive un’area all’aperto attrezzata e protetta.  La continuità del corpo di fabbrica è scandita dai sistemi di connessione verticale, che ne suddividono il notevole sviluppo planimetrico in blocchi minori e assicurano sfondamenti prospettici e traiettorie visuali sul contesto. Lo spazio esterno, delimitato dall’edificio, è pensato come un ambito di relazione semi-pubblico: qui l’allestimento di un anfiteatro all’aperto, sede per eventi e attività di svago, favorisce la connessione e il coinvolgimento del centro con il tessuto sociale della città circostante.

L’edificio è pensato per ospitare 108 famiglie e 200 persone sole (uomini e donne), con un margine d’implementazione dei posti a disposizione durante il periodo invernale; su ciascuno dei quattro livelli disponibili, lo spazio residenziale si alterna a servizi condivisi e aree a uso comune. Alla quota urbana trovano sede gli uffici dell’associazione, una mensa, la cucina, alcuni spazi polivalenti per attività e i moduli residenziali riservati a persone con mobilità ridotta. Lo schema di nuclei residenziali intervallati da spazi collettivi è replicato anche ai livelli superiori, fino alla copertura, la cui superficie interamente accessibile, è animata da 4 campi sportivi ad uso esclusivo degli abitanti. Dal punto di vista costruttivo l’edificio è il risultato della giustapposizione di 224 moduli standard (2,25 × 11 × 3 m), realizzati in telaio portante metallico e tamponamenti in legno, prodotti in fabbrica e trasportati in sito per l’assemblaggio a secco. L’intero complesso è progettato quindi per essere facilmente “riciclato”, permettendo il suo agevole smantellamento e il reimpiego di tutti i materiali in altro sito.


Approfondimenti

https://www.moonarchitectures.fr/chu-bastion-bercy

Progettisti: Moonarchitecture

Luogo: Parigi (Francia)

Anno: 2017

STAR APARTMENTS – Los Angeles


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promotore privato

temporaneità ciclica

utenza selezionata

Descrizione

Star Apartment è un complesso di residenze e di servizi rivolto a una specifica categoria di utenti: l’operazione ha infatti lo scopo specifico di fornire supporto abitativo temporaneo a persone in grave stato di difficoltà abitativa. La scelta di sperimentare la sovrapposizione del nuovo edificio su una preesistenza che funge da basamento ha permesso di ridurre i costi per l’acquisizione del lotto. Questo ha allo stesso tempo determinato una complessità e specificità di carattere strutturale/costruttivo: l’esclusivo impiego di elementi prefabbricati per la realizzazione dei 102 moduli abitativi ha determinato l’abbattimento dei costi e una notevole velocità di realizzazione.

I residenti del complesso pagano il 30% dello stipendio o del supporto economico governativo di cui sono titolari per la locazione di un appartamento. La permanenza non è vincolata a percorsi sanitari o riabilitativi e non ha limite temporale. La gestione prevede come principio operativo la separazione della funzione residenziale dalle attività di supporto presenti in loco. Gli abitanti possono accedere ai percorsi sanitari e psicologici forniti ma ciò non rappresenta presupposto per la locazione delle residenze. La porzione residenziale si sviluppa dal secondo livello, al piano terra sono presenti le funzioni sanitarie mentre il primo livello è interamente dedicato a spazi condivisi per attività, cucina, sala comune, biblioteca, sala arte. Ai livelli superiori gli abitanti condividono lavanderie, spazi aperti comuni e una piccola sala
multifunzione.


Approfondimenti

https://skidrow.org/buildings/star-apartments

https://www.mmaltzan.com/projects/star-apartments/

Progettisti: Michael Maltazan
Architecture

Luogo: Los Angeles (USA)

Anno: 2014

Budget: $ 20 milioni

HOUSING SEESTADT ASPERN – Vienna


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promotore privato

temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

Una serie di volumi paralleli dallo sviluppo prevalentemente longitudinale occupa un esteso lotto nella zona sud-est dell’area di Seestadt Aspern. Gli slittamenti planimetrici dell’impianto determinano il formarsi di una serie di corti interne, di attraversamenti e visuali variabili. Le varie parti del complesso sono connesse tra loro da un asse di attraversamento nord-sud che attraverso spazi di percorrenza, corridoi interni, terrazze e spazi aperti e accessibili irrora l’intero complesso. La struttura spaziale di base, lineare e semplice, permette una notevole flessibilità interna, con la presenza di una grande varietà tipologica degli appartamenti e un conseguente elevato mix sociale degli abitanti. La corte interna, uno spazio semi pubblico, è il cuore del complesso che lo connette alle aree limitrofe; su di essa si affacciano le aree comuni che occupano i piani terra degli edifici. L’impiego di un sistema di tamponamenti prefabbricati in legno ha assicurato la sostenibilità ecologica ed economica della costruzione nonché tempi di realizzazione brevi. Allo stesso tempo la struttura puntiforme in cemento ha assicurato la necessaria flessibilità delle piante.  


Approfondimenti

Progettisti: Querkraft
Architekten zt gmbH
Berger+Parkkinen

Luogo: Vienna

Anno: 2013/2015

WOHNPROJECT – Vienna


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promotore pubblico/privato

temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

Alla fine del 2009 un gruppo di privati cittadini viennesi si è autonomamente organizzato per dar vita ad una comunità abitativa, intenzionata a condividere uno spazio residenziale dal punto di vista non solo spaziale ma anche sociale e organizzativo, per trarre i maggiori vantaggi possibili da uno stile di vita comunitario. Il ristretto gruppo di 15 persone si è organizzato in incontri mensili, spesso frequentati anche da altre persone interessate. Sin dalla nascita del progetto, l’organizzazione comprendeva professionisti del campo dell’architettura (componenti dello studio Einszueins Architektur) , che hanno avuto un ruolo decisivo nell’organizzazione e gestione dell’operazione immobiliare.

I lotti liberi ed edificabili, a Vienna come in molte capitali europee, hanno un prezzo di mercato pressoché inaccessibile per i singoli investitori privati; pertanto fu evidente al gruppo la necessità di un sussidio da parte della municipalità comunale per avviare il progetto. Tale sussidio poteva essere ottenuto attraverso la partecipazione ad un concorso pubblico di progettazione, da parte di progettisti e promotori disposti a partecipare al piano. Era infatti essenziale, per l’avvio del programma, accedere ai sussidi pubblici per ridurre il costo del lotto e assicurare prestiti a tasso agevolato, entrambi fattori garantiti dalla partecipazione della municipalità all’iniziativa.

Il gruppo pertanto ha iniziato a cercare un partner finanziario (individuato nella Schwarzatal Housing Association ) e un lotto adatto al programma (individuato nel quartiere della Stazione Nord, dove erano attivi concorso di progettazione per cohousing promossi dalla municipalità e dove i lotti liberi potevano corrispondere, per dimensioni, alle esigenze del progetto). Per l’a partenza’avvio del progetto ogni associato ha aderito versando in un fondo privato una quota di 570 euro/mq. La cooperativa è stata pertanto finanziata con quote di ingresso per l’acquisizione di porzioni di proprietà da parte dei futuri abitanti. Dal 2013 il complesso è in uso come una proprietà privata condivisa. La WOHNPROJECT WIEN opera come associazione proprietaria ed ente di gestione del manufatto. Il complesso può essere immesso sul mercato solo in blocco e i singolo appartamenti non possono essere venduti dai residenti; in caso di uscita la proprietà torna all’associazione.

Wohnproject si basa su un modello “sociocratico” come unica forma decisionale e organizzativa degli abitanti. Il complesso autofinanzia due appartamenti solidali per coloro che non potrebbero aderire al progetto secondo la formula economica prevista. Gli appartamenti hanno un tasso di affitto ridotto e specifiche regole di allocazione e sono rivolti a rifugiati, famiglie monoparentali, studenti. L’ auto-organizzazione e autodeterminazione della comunità è il cuore centrale dell’operazione sotto ogni punto di vista. Fin dalla fase di progetto, con la prefigurazione del layout degli appartamenti e degli spazi comuni da parte degli abitanti, poi con la creazione di un sistema di mobilità comune e di un orto e con un regime proprietario condiviso dell’intero edificio e non dei singoli appartamenti.


Approfondimenti

https://www.einszueins.at/

Progettisti: EINSZUEINS ARCHITEKTUR

Luogo: Vienna

Anno: 2011/2013

Budget: 6.500.000 €

LIVING TOGETHER – Vienna


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promotore pubblico/privato

temporaneità ciclica

utenza selezionata

Descrizione

Il complesso Living Together a Vienna comprende 53 appartamenti sovvenzionati, 3 appartamenti condivisi e 2 appartamenti socio-pedagogici. L’intervento è risultato di una convenzione tra pubblico/privato promossa dall’ente Heimbau – Eisenhof. Heimbau è un’associazione fondata nel 1953 che attualmente conta circa 8.800 membri e gestisce circa 8.640 appartamenti, 100 ristoranti e 7.750 posti auto. La costruzione di appartamenti sovvenzionati è la missione principale dell’associazione ma una grande attenzione è rivolta anche alla manutenzione del patrimonio edilizio esistente.  Heimbau e Eisenhof sono cooperative edilizie senza scopo di lucro, soggette alle rigide regole del Wohnungsgemeinnützigkeitsgesetz e si differenziano dai promotori privati, prettamente orientati al mercato e al profitto.  Il Wohnungsgemeinnützigkeitsgesetz regola, tra l’altro, i canoni e i tempi di affitto che possono essere pattuiti con i locatari.  Heimbau e Eisenhof hanno come missione la costruzione di appartamenti economici di alta qualità.  Sono enti “sponsorizzato” dal settore pubblico, che concede sussidi per l’abitazione per tramite contributi finanziari all’acquisto e sovvenzioni per l’affitto mensile.

In questo caso specifico il costo di costruzione del complesso è stato del 15% inferiore a quello medio dell’edilizia non sovvenzionata, come anche i costi di vendita e locazione risultano più bassi della stessa percentuale rispetto ai valori del libero mercato. Questo grazie a una legge comunale, la Vienna Housing Subsides Law, che definisce il tetto massimo per costi di costruzione e affitto per questo genere di interventi.

L’intervento è rivolto a nuclei familiari con una particolare attenzione a bambini socialmente svantaggiati di età compresa tra 2 e 18 anni, che condividono gli appartamenti familiari. L’impianto architettonico mira a facilitare e favorire processi di appropriazione e autodeterminazione degli spazi condivisi, attraverso la moderazione da parte di personale specializzato. Ciò avviene in particolare in uno spazio specifico e dedicato, la room of options, posta al piano terra e interpretata dai progettisti come spazio flessibile e trasformabile, cerniera tra dentro e fuori e tra gli abitanti del complesso.


Approfondimenti

altri progetti dello stesso promotore https://www.nextroom.at/actor.php?id=285&inc=bauwerk

Progettisti: Froetscher Lichtenwgner architects

Luogo: Vienna

Anno: 2016

Budget: 7.628.000 €

IVRY SUR SEINE – Parigi


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promotore pubblico

temporaneità precaria

utenza selezionata

Descrizione

La capacità complessiva dell’intervento è di 400 persone, di cui 50 appartenenti ad una comunità rom già presente nell’area e sprovvista di soluzione abitativa; il programma offre una soluzione temporanea, con permanenza degli ospiti compresa tra i 3 ed i 6 mesi, in una costruzione a carattere transitorio, con previsione di funzionamento estesa a 5 anni. L’area di progetto è un ampio ambito ex-industriale (90.000mq) in attesa di trasformazione a sud della città, appena fuori dal Boulevard Périférique; in questo territorio la ONG Emmaus Solidarité ha promosso la realizzazione di un complesso dal carattere per quanto possibile ospitale e familiare. La progettazione, condotta da Atelier Rita Architecture, si è ispirata in tal senso a una nozione del “risiedere” generalmente condivisibile, senza eccezioni culturali o geografiche: lo spazio dell’abitare è infatti concepito come alternanza e compresenza di componenti semi-pubbliche e private, di aree di socialità e ambiti di personale o familiare introversione. Secondo questo concetto, il campo si organizza spazialmente come un piccolo villaggio, raccolto attorno ad un cuore centrale, composto da 8 iurte, e organizzato in una serie di padiglioni residenziali disposti perimetralmente.

I nuclei centrali, dalla vocazione collettiva, rimandano nella forma e materiali alle abitazioni mobili dei popoli nomadi dell’Asia ma sono reinterpretati come stanze polivalenti; attorno ad esse un ampio spazio libero può essere usato dai residenti, per i giochi dei più piccoli, lo svago e l’incontro tra gli adulti. La porzione abitativa si sviluppa invece secondo un sistema di casette a schiera, disposte su due livelli e servite da ballatoi esterni. I moduli, realizzati con sistema prefabbricato in legno, sono stati prodotti off-site mentre sul sito venivano ultimate le opere di urbanizzazione. Ciò ha consentito la costruzione del centro in un periodo complessivo di soli 4 mesi di cantiere, lasciando aperta la possibilità di reimpiegare moduli e componenti, una volta terminata la programmazione temporale del complesso di Ivry sur Seine.


Approfondimenti

https://www.atelierrita.org/architecture

Progettisti: Atelier RITA Architecture

Luogo: Parigi (Francia)

Anno: 2017

EMMAUS SOLIDARITE – Parigi


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promotore pubblico

temporaneità precaria

utenza selezionata

Descrizione

Il centro per orientamento e accoglienza temporanea di Parigi-Port de la Chapelle è stato aperto nell’ottobre 2016 nell’are di un ex-magazzino per stoccaggio merci a nord della città, all’interno del Boulevard Périférique e poco distante dal parco La Villette. Il progetto, pubblicamente finanziato, promosso e gestito dalla ONG Emmaus Solidarité, è stato curato da Julien Beller, specializzato in architetture temporanee, sperimentatore di adattamenti e riconversioni in contesti transitori o precari. Transitoria è anche la soluzione che la struttura ha messo in campo: essa era destinata all’accoglienza di breve termine di soli uomini, per un periodo compreso tra i 5 e 10 giorni; la stessa area di progetto è stata resa disponibile per un ridotto arco temporale (due anni) al termine del quale il centro è stato rimosso per la prevista trasformazione del sito in un campus universitario.

Beller ha fatto del vincolo temporale il caposaldo del progetto: con l’ulteriore limite di un incarico affidatogli a soli 5 mesi dalla prevista apertura del campo e con la prospettiva di una ridotta vita temporale dell’edificio, ha gestito un’area di 12.000 mq, 5.000 dei quali coperti e condizionati, attraverso un sistema completamente prefabbricato, di agevole e veloce realizzazione, predisposto per essere dislocato e riutilizzato in altro luogo. Il programma generale si suddivideva in due ambiti distinti: il primo, raccolto sotto un gigantesco padiglione gonfiabile, per una superficie di 900 mq, funzionava come luogo di prima accoglienza e informazione, aperto non solo a migranti ma a chiunque avesse esigenza di supporto alloggiativo o di assistenza sanitaria; all’interno pallone uno stabile realizzato tramite l’assemblaggio di container per trasporti ospitava le funzioni di servizio mentre il restante spazio al coperto era disponibile per un uso polivalente.

Il secondo ambito, quello prettamente alloggiativo, riservato a migranti in transito o richiedenti asilo, trovava sede all’interno del fabbricato preesistente. Qui Beller ha tentato di segmentare la spazialità dell’ampio e anonimo deposito, per riprodurre, attraverso un salto di scala, la amicale dimensione di una zona residenziale: gli spazi alloggiativi, per un totale di 400 posti, espandibili a 600, sono stati organizzati in 8 “quartieri”, ognuno con capacità di 50 posti letto distribuiti in case da 4 persone e serviti ciascuno da 6 bagni condivisi con doccia. I quartieri erano organizzati planimetricamente come semplici stecche, reinterpretazione in chiave effimera di un sistema di case a schiera; l’elementare ed economico sistema costruttivo delle cellule abitative, in alcuni casi realizzate con impalcatura metallica e tamponamenti in teli di pvc, in altri con elementi in legno assemblabili, oltre ad aver assicurato la veloce realizzazione e il possibile reimpiego di tutti i componenti, ha permesso numerose variazioni, spaziali e cromatiche, tra le singole unità e tra gli insiemi compatti che esse definivano. Colori diversi nelle finiture, un sistema segnaletico progettato ad-hoc per un agevole orientamento interno, permettevano di distinguere e caratterizzare le 8 zone, all’interno delle quali gli ospiti erano raggruppati per omogeneità linguistica. Il centro ha cessato di funzionare, per essere dismesso, il 31 marzo 2017.


Approfondimenti

Progettisti: Julien Beller

Luogo: Parigi (Francia)

Anno: 2016

MELROSE SHEDS – Pantin


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promotore privato

temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

L’intervento è la riconversione di un magazzino, un tempo destinato allo stoccaggio di merci, in un complesso che ospita 10 alloggi e uno studio professionale. Situato vicino al canale Ourcq e ai Grands Moulins de Pantin, in un quartiere ex-industriale attualmente in trasformazione, l’edificio preesistente, già negli anni 50 si trovava in posizione interclusa tra altri fabbricati e occupava l’intera superficie del lotto (1000 m2). L’illuminazione degli interni era assicurata dalle aperture zenitali a shed, tipiche delle tipologie industriali. Nella prima parte del lotto un capannone di scarsa qualità architettonica, con un tetto in lamiera a doppia falda, è stato completamente demolito per fare spazio a un parcheggio a cielo aperto e a un’area di ingresso e distribuzione. Il secondo edificio, di maggiore pregio, è stato invece rimaneggiato e trasformato per ospitare la nuova funzione residenziale. La tipologia architettonica ha suscitato l’interesse dei progettisti: struttura metallica, illuminazione zenitale, possibilità di alterare lo schema spaziale esistente, per trarre vantaggio dalla sua specificità costruttiva e dai suoi generosi volumi. La soluzione progettuale ha optato per la demolizione della campata centrale della struttura pre-esistente, per permettere l’illuminazione dei due corpi di fabbrica in tal modo venutisi a creare ai due lati del vuoto. La corte interna allo stesso tempo si configura come distribuzione e accesso alle singole unità ma anche come spazio comune e condiviso tra abitanti. Dal punto di vista del processo, Melrose Sheds è un progetto di auto-promozione abitativa, nato dall’iniziativa degli stessi giovani progettisti.


Approfondimenti

http://www.desclicsetdescalques.fr

Progettisti: Des Clics et des Calques

Luogo: Pantin (Francia)

Anno: 2013

Budget: 1.180.000 €

HUNZIKER AREAL – Zurigo


Mehr_Als_Wohnen_Pool_Architekten_8
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Descrizione

Hunziker Areal è il primo progetto sviluppato dalla cooperativa di cooperative Mehr Als Wohnen, nata durante i festeggiamenti per i 100 anni di politica abitativa urbana cogestita tra l’amministrazione municipale e le cooperative di alloggi. Mehr Als Wohnen è un’organizzazione cogestita da esponenti delle cooperative, abitanti dei progetti realizzati e rappresentanti politici della città di Zurigo.

Il complesso sorge in un’area ex- industriale abbandonata, l’antica fabbrica di cemento Hunziker, per la quale la città di Zurigo cercava da tempo un acquirente. Alla fondazione di Mehr Als Wohnen, l’amministrazione della città ha scelto di cederle il diritto di superficie della parcella, incaricando la cooperativa di indire, insieme all’ufficio tecnico comunale per le costruzioni, un concorso di idee riguardante la lottizzazione e la progettazione dei singoli edifici. Lo studio associato Futuratrosch & DUPLEX architekten risulta vincitore della parte urbanistica, mentre per la realizzazione dei singoli lotti il progetto premiato viene rielaborato insieme agli architetti della cooperativa e agli studi che erano stati apprezzati in fase di gara. Così il quartiere di Hunziker Areal risulta unitario nella sua strutturazione planimetrica e nei principi urbani generali, ma eterogeneo nelle quinte urbane, nei caratteri architettonici e nella distribuzione interna degli edifici. Nel suo complesso il sistema conta 370 alloggi che ospitano oggi 1300 affittuari in una varietà di tagli differenti per favorire un’utenza mista; gli spazi comuni sono sia pubblici a scala di quartiere che condivisi esclusivamente dagli abitanti. L’Hunziker Areal è considerato un progetto pilota per quanto riguarda il modello del cohousing: oltre alla collaborazione fruttuosa con gli organi amministrativi e tecnici della città, nel processo è stato coinvolto anche l’ufficio federale dell’energia, poiché il complesso rispetta i canoni della Società a 2000 watts, un modello concepito dall’Università di Zurigo e promosso a livello nazionale.


Approfondimenti

https://www.mehralswohnen.ch/

https://duplex-architekten.ch/en/projects/more-than-living/

Progettista: Duplex Architekten, Futurafrosch GMBH, Arkitekturburo Sikag, Muller Sigrist Architekten, Pool Architekten, Muller Illien

Luogo: Zurigo, Svizzera

Anno: 2008-2015

Budget: 150.000.000  €

KALKBREITE – Zurigo


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Descrizione

Il complesso Kalkbreite è stato realizzato su un’area precedentemente occupata da un deposito dei tram. A partire dal 1970 era nato un acceso dibattito tra l’amministrazione comunale e gruppi di portatori di interessi sull’eventualità di rifunzionalizzazione dell’area e sulla possibilità di integrare la destinazione residenziale con il deposito dei tram. Nel 2006 nasce la cooperativa Genossenschaft Kalkbreite, che in accordo con la municipalità ha ottenuto i diritti edificatori dell’area con l’impegno di costituire una comunità collaborativa e di realizzare un progetto caratterizzato da una ampia varietà di tipologie residenziali e di spazi di uso comune e pubblico.

Il complesso integra la preesistente funzione trasportistica, doppiando lo spazio urbano attraverso una corte in quota, pubblicamente accessibile, che sovrasta il deposito dei tram e distribuisce ai corpi residenziali. I primi tre livelli del complesso invece, che circondano e racchiudono il deposito, sono destinati a funzioni pubbliche, connesse e in stretta relazione con la città. Il sistema cosi articolato comprende pertanto al suo interno abitazioni, permanenti e temporanee, (tutte in affitto), case – atelier per artisti, bed&breakfast, attività culturali, asili nido, attività gastronomiche (bar e ristoranti), uffici e studi professioni dall’uso flessibile, un centro conferenze, negozi, supermercato e un cinema. Kalkbreite rappresenta un modello economico innovativo: una cooperativa imprenditoriale non-profit a proprietà indivisa che produce lavoro, occupazione ed introiti, reinvestiti nella gestione dell’edificio e delle sue attività.

Approfondimenti

http://www.muellersigrist.ch/arbeiten/bauten/wohn-und-gewerbesiedlung-kalkbreite-zuerich/

Progettisti: Müller Sigrist Architekten

Luogo: Zurigo (Svizzera)

Anno: 2009/2014

Budget: CHF 75 milioni

PORTO 15 – Bologna


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promotore pubblico

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utenza selezionata

Descrizione

Il progetto Porto 15 – tra i primi cohousing in Italia ad iniziativa interamente pubblica – consiste nel recupero di 18 alloggi (circa 45 posti letto) all’interno di uno stabile di proprietà dell’ASP – Città di Bologna situato in pieno centro storico della città, a ridosso del distretto culturale denominato Manifattura delle Arti; esso ha l’obiettivo di sperimentare una nuova forma di abitare collaborativo rivolta a giovani al di sotto dei 35 anni (single, coppie con o senza figli, selezionati entro una fascia massima di ISEE). I servizi e gli spazi da condividere sono distribuiti ad ogni piano: spazi di soggiorno, pranzo con cucina, lavanderia, spazi per il tempo libero, etc. Il progetto è realizzato da una partnership tra enti pubblici e privati che su questo progetto hanno trovato una convergenza di interessi, dall’esigenza di sostenere l’autonomia abitativa dei giovani a quella di innovare i modelli di edilizia pubblica, fino a quello di riqualificare e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico, realizzando opere di rilevanza sociale.


Approfondimenti

https://www.porto15.it/

Progettisti: Diverserighe

Luogo: Bologna, Italia

Anno: 2015

DEUX MAINS PLUS HUMAIN – Parigi


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Descrizione

L’Intergenerationnel di rue de Chabrol a Parigi è un progetto di stampo mecenatistico intrapreso da Françoise Lorenzetti. L’associazione Deux Mains Plus Humain, di cui Lorenzetti è fondatrice e presidente, si impegna ad accogliere stabilmente dei soggetti in situazione di precarietà o solitudine. Nel progetto è dichiarata la volontà di preservare la privacy dell’individuo conciliandola con l’appartenenza ad una comunità. Le persone sono accolte senza tener conto dei criteri di età, determinando all’interno del complesso una mixité generazionale; la natura dell’abitare condiviso mira a permettere agli abitanti di sentirsi spalleggiati e rassicurati, sempre mantenendo la propria autonomia e intimità, arricchendo il proprio bagaglio personale attraverso lo scambio di competenze con gli altri. Per abitare nell’Intergenerationnel de Rue de Chabrol è necessario corrispondere un affitto di molto inferiore ai prezzi di mercato. Il taglio degli alloggi è vario: un soggiorno condiviso al piano terra è il punto di incontro tra stanze singole e appartamenti forniti di servizi e spazi accessori.


Approfondimenti

http://www.deuxmainsplushumain.fr/index.php

Progettisti: Architectes Appere

Luogo: Parigi, Francia

Anno: 2011

DOHEEM MATENEEN – Lussemburgo


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temporaneità ciclica

utenza selezionata

Descrizione

Doheem Mateneen è una residenza mista, intergenerazionale, che accoglie persone anziane e studenti, gestita da Caritas Luxembourg, che ha ottenuto il diritto di superficie attraverso un contratto agevolato stipulato con il comune di Lussemburgo. Il progetto comprende una decina di piccoli appartamenti di circa 45 metri quadri per anziani con basso reddito, 12 camere per studenti (circa 15 metri quadri), con cucina e soggiorno condiviso e una sala comune fruibile sia dagli anziani che dagli occupanti delle residenze studentesche; un appartamento per un concierge che si occupa dei piccoli lavori di manutenzione, degli spazi funzionali come laboratori, sale benessere, giardino. L’innovazione apportata dalla struttura consiste nell’organizzare la vita in comune delle persone anziane e degli studenti di una maniera tale che ciascuno ottenga dei vantaggi, in maniera tale che il vicinato sia vissuto positivamente. In controparte di un canone di affitto calmierato, gli studenti si impegnano ad offrire piccoli servizi alle persone che stanno progressivamente perdendo l’autonomia, ad esempio aiutandoli nella mobilità, supportandoli nel fare la spesa, affiancandoli con le proprie competenze digitali, amministrative, etc. La collaborazione con l’associazione LISEL permette di garantire una continuità nell’occupazione degli alloggi degli studenti, che cambiano ad ogni ciclo.


Approfondimenti

http://www.atarchitecture.lu/

Progettista: A+T architecture / Fondation Caritas Luxembourg

Luogo: Lussemburgo

Anno: 2016

Budget: 1590 €/mq

LA BORDA HOUSING COOPERATIVE – Barcellona


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utenza generica

Descrizione

La Borda è il primo edificio di cohousing con la formula della cessione d’uso valida per 75 anni costruito a Barcellona, grazie al concorso Cohabitatge indetto dalla giunta della città catalana. Architettonicamente, La Borda è il più alto edificio costruito in legno di tutta la Spagna, motivo per il quale la cooperativa di architetti Lacol ha ricevuto anche il premio “Ciutat de Barcelona 2018” nella categoria architettura e urbanistica. Gli abitanti de La Borda non sono proprietari e nemmeno sono affittuari: la cessione d’uso è un modello in cui la proprietà della casa ricade sulla cooperativa e non sull’inquilino. La cooperativa cede poi il diritto di utilizzo del luogo alla persona che vivrà li, ma questa non può ne vendere, ne affittare. L’obiettivo è infatti quello di evitare la speculazione immobiliare. Le aree comuni dell’edificio non si limitano alla sala polivalente e alla lavanderia; vi sono anche una cucina condivisa e degli appartamenti da affittare sia ai parenti degli abitanti quando vengono in visita, sia agli interessati del modello, che vogliono sperimentarlo per poi replicarlo.


Approfondimenti

http://www.lacol.coop/projectes/laborda

Progettista: LaCol cooperativa

Luogo: Barcelona (Spagna)

Anno: 2017

LILAC – Leeds

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condivisione media

promotore privato

temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

LILAC (Low Impact Living Affordable Community) è il primo cohousing ecologico ed economico nel Regno Unito. Sorto al posto di una vecchia scuola elementare. Il progetto si articola di 20 residenze e una grande casa comune che emergono intorno ad uno spazio verde coltivato e goduto dalla collettività. Il vivere comunitario ha in questo caso una forte impronta ecologica: i posti auto ridotti per scoraggiare l’uso dell’automobile, alcune tecniche agricole avanzate legate allo smaltimento dei rifiuti, l’uso della tecnologia costruttiva “ModCell” e l’uso del legno testimoniano infatti l’accento che la collettività ha posto sulla questione ambientale.


Approfondimenti

https://www.white-design.com/architecture/all-projects/lilac/

Progettista: White Design

Luogo: Leeds, Regno Unito

Anno: 2013

MAKING HOF – Strasburgo

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condivisione bassa

promotore pubblico/privato

temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

Esito del concorso su lotti pubblici bandito nel 2009 dal comune di Strasburgo – e poi riproposto negli anni seguenti – l’edificio è situato in prossimità di un quartiere pavillonnaire, in una zona di espansione della città. Il progetto segue lo schema delle case a schiera, in cui ogni abitazione è organizzata su due o tre piani ed è dotata di un piccolo giardino privato orientato a sud. Grande importanza ed ampio spazio sono destinati agli spazi esterni condivisi, tra cui si annoverano una terrazza, un orto ed un boschetto. Il progetto persegue infatti l’obiettivo di vivere in maniera salutare all’interno della città, sviluppando dinamiche di solidarietà e mutualità e ponendo l’accento sulle tematiche ecologiche ed economiche.

Progettista : Les Architectes SA

Luogo: Strasburgo, Francia

Anno: 2016

GANGEVIERTEL -Amburgo

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condivisione bassa

promotore pubblico

temporaneità precaria

utenza generica

Descrizione

Resistevano all’interno del nuovo distretto terziario/commerciale 12 edifici risalenti al XVII secolo, ultima testimonianza del quartiere degli operai del porto di Amburgo, allora anima della città, poi devastato dai bombardamenti e sostituito progressivamente con le nuove edificazioni della downtown. Le case storiche, abitate fino agli inizi del 2000, erano poi state acquisite dal comune della città anseatica che le aveva lasciate senza destinazione né inquilini per anni. Nel 2009 gli immobili sono stati venduti a un investitore danese, intenzionato a demolirli per inserirsi nel tessuto commerciale della zona con il proprio quartier generale. Per evitare lo smantellamento dell’isolato e della memoria storica che questo documentava, un collettivo di artisti, architetti ed attivisti sociali hanno deciso di occupare il quartiere e di attirarne la cittadinanza durante un fine settimana di festival e dimostrazioni artistiche, in modo da richiamare l’attenzione pubblica sui fatti. La manifestazione voleva anche focalizzare l’attenzione sui temi dell’esclusione dalla città delle fasce economicamente più deboli della popolazione a causa del costante incremento dei costi di accesso all’abitare e degli investitori alla ricerca di un sempre maggiore margine di profitto. L’operazione ha avuto un successo straordinario e ha conquistato l’opinione pubblica, che ha manifestato alla municipalità la propria contrarietà riguardo la demolizione del Gangeviertel, lamentando soprattutto inaccessibilità del mercato immobiliare. Nel 2010 Amburgo ha così riacquistato le case – con un sovraprezzo di 3,9 mln di euro – ed insieme alle neonate cooperativa ed associazione Gangeviertel è stata studiata la ristrutturazione e riqualificazione del quartiere. Gli obiettivi da raggiungere sono stati improntati alla conservazione delle costruzioni storiche, contemporaneamente alla creazione di alloggi economicamente accessibili al loro interno, alla rivitalizzazione della vita dell’isolato mediante la destinazione – sempre a prezzi modici – di superfici ad attività artigianali e artistiche ed alla creazione di un centro culturale e sociale. Le strade del quartiere, inoltre, troppo strette per accogliere traffico veicolare, avrebbero costituito un museo a cielo aperto per i turisti ed i cittadini, aspetto che ha avuto probabilmente peso sulla scelta intrapresa dalla municipalità di Amburgo.

Progettista: Aarchitekturburo PLAN + R

Luogo: Amburgo, Germania

Anno: 2016

Budget: 20.000.000 €

ECOLOGIS – Strasburgo


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condivisione media

promotore privato

temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

Il progetto, che sorge non lontano dal centro di Strasburgo, intende riunire i tre punti cardine dello sviluppo durevole: il sociale, l’economico e l’ambientale. Realizzato in legno, integrando le innovazioni tecniche in materia di edifici classificati BBC (batiment basse consommation), l’edificio ospita 11 appartamenti di grande qualità ma accessibili a prezzi ragionevoli per via del carattere comunitario del processo di costruzione. I residenti hanno riconosciuto nello stile di vita energeticamente ed ambientalmente responsabile un minimo comune denominatore. Il progetto prevede delle sale condivise per usi variegati al piano terra, che permettono la mutualizzazione di spazi e di tempo per le quali il gruppo ha redatto collettivamente una carta di funzionamento. Ultimato nel 2007, l’edificio portatore di questo nuovo modello di abitare ha convinto ben presto l’amministrazione della città, che ha inaugurato una stagione di bandi su terreni pubblici per riprodurre e veicolare il progetto pioniere di Ecologis sul territorio di Strasburgo.


Approfondimenti

https://www.giesarchitekten.de/de/projekte/eco-logis

Progettista: Gies Architekten BDA, Tekton Architectes

Luogo: Strasburgo, Francia

Anno: 2007

COPPER LANE – Londra

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condivisione bassa

promotore privato

temporaneità permanente

utenza generica


Descrizione

Copper Lane rappresenta la prima esperienza moderna di cohousing londinese. Costituito da 6 unità abitative disposte secondo la formula del cluster, ossia gravitanti intorno ad uno spazio centrale condiviso, il progetto ricerca l’equilibrio tra la sfera privata e l’universo collettivo, tra la qualità e l’economicità. L’architettura è, così, concepita con dispositivi che inducono alla vita comunitaria, ma che allo stesso tempo permettono di schermarsene. Ogni alloggio dispone quindi di due ingressi, uno, il principale, che affaccia sul chiostro centrale, mentre il secondario è accessibile dal retro del lotto. Lo studio Henley Halebrown Rorrison è stato selezionato soprattutto per la propria visione sociologica. Giudicando insufficienti quegli schemi di cohousing che prevedono la semplice aggiunta di spazi collettivi come fossero appendici dell’organismo edilizio, gli architetti hanno insistito sul carattere centripeto dello spazio condiviso, inteso come nucleo primordiale dello spazio. La praticità, più che la funzionalità, ha guidato il disegno degli spazi condivisi, mentre la forma ed i materiali si hanno dialogato con i concetti dell’efficienza energetica.


Approfondimenti

http://henleyhalebrown.com/works/copper-lane/

http://www.lindustriadellecostruzioni.it/2017/09/456-temi-e-forme-dellabitare/

Progettista: Henley Halebrown Rorrison Architects

Luogo: Stoke Newington, Londra, Regno Unito

Anno: 2014

CUB COMME UN BAOBAB – Montreuil


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condivisione bassa

promotore privato

temporaneità permanente

utenza generica

Descizione

Il progetto dimostra la capacità dell’abitare condiviso di rispondere a sfide immobiliari complesse. Il CUB (comme un baobab) sorge all’angolo tra la rue Hoche e l’avenue de la Resistance a Montreuil, cittadina di poco esterna all’anello metropolitano di Parigi e rappresenta un segnale urbano, la cui presenza si afferma in maniera gioiosa, colorata e accogliente. Nonostante la scala modesta, il CUB incarna una nuova dimensione del vivere e fabbricare la città e sintetizza dei concetti essenziali: la partecipazione dei futuri abitanti nel processo di costruzione, la necessità di performance energetiche adeguate, la volontà di contribuire alla mixité sociale sia attraverso la facilitazione dell’accesso all’abitazione per i meno abbienti che attraverso un processo di apertura alla vita del quartiere.

Architetto: M’CUB architectes

Luogo: Montreuil, Francia

Anno: 2015

Budget: 1.900.000 €

COSMOPOLIS – Augusta


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condivisione alta

promotore privato

temporaneità precaria

utenza selezionata

Descrizione

Nato dal recupero di un centro anziani situato nel cuore del centro di Augusta, a pochi passi dalla cattedrale medievale, il Grand Hotel Cosmopolis è oggi un organismo multifunzionale che lega al reddito generato dal turismo l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati politici. L’edificio, ceduto in gestione gratuitamente dalla Diaconia della città dopo anni di non utilizzo, consiste infatti in una soluzione ad interim per gestire l’emergenza causata dall’incremento dei flussi migratori. Sensibili al tema del recupero urbano e spronati dalla necessità di risolvere il problema della mancanza di strutture per l’accoglienza, gli artisti della città si sono adoperati nella ristrutturazione e decorazione del Grand Hotel, con la prospettiva di poter utilizzarne degli spazi come ateliers. L’edificio si compone quindi di più ambiti: le stanze, ognuna opera di un artista differente, sono adibite alla funzione alberghiera tradizionalmente intesa; un’ala è interamente destinata ad accogliere i migranti, che condividono gli spazi di vita diurna, mentre il piano terra ospita il ristorante, nel quale sono impiegati i migranti, che così autofinanziano la propria permanenza, e gli ateliers degli artisti, oltre ad alcune sale per eventi aperte alla città ed alla cittadinanza. La scelta del nome Grand Hotel evidenzia la qualità dell’intervento ricalcando i fasti della tradizione del grand hotel, comunemente intesi sia come alberghi sfarzosi per il lusso dei turisti, ma anche come luoghi che offrivano alla città sale per danzare, per feste, per il dopo lavoro e che sapevano mettere in contatto gli utenti internazionali ed i cittadini locali.

Progettista: ARCHITEKT + STADTPLANER

Luogo: Augusta, Germania

Anno: 2013

Budget: 340.000 €

AUX 4 VENTS – Toulouse


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promotore pubblico

temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

Aux 4 Vents è il più grande progetto di habitat participatif, termine con il quale viene identificato l’abitare condiviso, realizzato sul territorio francese. Di promozione pubblica, all’interno dell’eco-quartiere di espansione “La Cartoucherie”, a ovest di Tolosa, il complesso consta di 89 appartamenti distribuiti in quattro edifici che delimitano una corte centrale. Sponsorizzato, finanziato e realizzato dal comune di Tolosa, il complesso prevede la destinazione dei piani terra a servizi e spazi di piacere o di lavoro per gli abitanti. Lavanderie, soggiorni condivisi, laboratori, ludoteche e sale hobby ruotano intorno al vasto giardino che unisce i blocchi abitativi.

In forte rottura con l’idea che i quartieri di espansione perifierica siano ghetti e dormitori per classi con disagi economici e sociali, il progetto scommette sulla promozione della solidarietà e della comunità come volano per l’affermazione della qualità della vita. Gli abitanti condividono infatti le proprie competenze gratuitamente, potendo allo stesso modo godere di quelle messe a disposizione dagli altri, rafforzando così, insieme ad un livello di servizi supplementari, la rete del mutuo aiuto per le contingenze quotidiane.


Approfondimenti

https://ggrarchitectes.com/projet/77:63-logements-participatifs-a-toulouse

http://www.seuil-architecture.com/2019/06/01/habitat-participatif

Progettista

GGR architectes, Seuil Architecture

Luogo

Quartier de la Cartoucherie, Toulouse

Anno

2018

Budget

GIESSEREI – Winterthur


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promotore pubblico/privato

temporaneità permanente

utenza generica

Descrizione

Giesserei Winterthur – The Winterthur Foundry è un complesso residenziale autogestito, promosso dalla cooperativa Gesewo. Abitato dal 2013, dopo un lungo processo di pianificazione e sviluppo, il progetto è basato su principi economici, comunitari ed intergenerazionali. Gli edifici ospitano 151 appartamenti di tagli differenti dove vivono circa 300 persone di estrazione ed età diverse. Per incoraggiare verso la vita comunitaria e dimostrare attivamente i vantaggi dell’autogestione dello spazio, nel complesso è stata posta la regola che prevede che ogni inquilino spenda almeno 36 ore all’anno nella manutenzione degli spazi comuni e nello svolgimento e promozione di attività culturali/sociali con e per la collettività. Un’altra regola che caratterizza il Giesserei è la restrizione del possesso privato di veicoli a motore, a favore dell’uso della bicicletta e di altri mezzi di locomozione dolce e sostenibile. Così i parcheggi sono pensati in misura di 0,2 metri quadri ad abitante, mentre abbondano i posteggi per biciclette, monopattini ed altri mezzi a pedali. Per abbattere i consumi relativi al riscaldamento e raffreddamento degli appartamenti, poi, l’edificio rispetta gli standard imposti dal canone Minergie P-Eco.


Approfondimenti

https://galli-rudolf.ch/projects/Mehrgenerationenhaus-Giesserei

https://www.raiffeisen.ch/casa/it/abitazioni-e-trend/trend/fonderia-insieme-anziche-soli%20.html

Progettista/i: Galli&Rudolf

Luogo: Winterthur (Svizzera)

Anno: 2009/2016

Budget: 85 mln €